Camera di Commercio di Parma

La Camera di commercio di Parma nacque il 13 maggio 1814, sotto Maria Luigia d’Austria, trasformando l’antico istituto dell’Università dei negozianti che era nato nel 1736 dalla fusione delle tre arti della seta, della lana e della merceria. La nascita della Camera di commercio era derivata anche dall’attività della Conferenza settimanale sul commercio, istituita nel 1760 dal ministro del duca di Parma, Léon Guillaume du Tillot. L’ente camerale ebbe funzioni consultive, promozionali e di vigilanza sulle attività commerciali e manifatturiere. Il 2 aprile 1850, con decreto sovrano, le Camere di commercio del Ducato di Parma e Piacenza vennero riorganizzate istituendo un unico ente camerale, articolato in due sezioni autonome, una a Parma e una a Piacenza (ove la Camera di commercio era stata istituita nel 1816). Con lo stesso provvedimento venne prevista la formazione del “registro delle persone applicate al commercio, alle fabbriche e all’industria”. La legge istitutiva delle Camere di commercio italiane, emanata dal governo all’indomani dell’Unità, ristabilì la separazione attraverso un regio decreto che il 31 agosto 1862 (n. 814) riordinò entrambe le Camere di commercio ed arti con relativa autonomia e competenze sul proprio territorio provinciale. A Parma il primo presidente, che guidò il passaggio al nuovo ente, fu Cesare Pesaro, direttore all’epoca della Banca parmense. In questi decenni, accanto alle attività legate all’agricoltura, la Camera si impegnò nel favorire i traffici commerciali e appoggiò la piccola industria. Ai primi del Novecento dovette anche affrontare, seppur indirettamente, le problematiche legate allo sciopero agrario che vedevano contrapposti i lavoratori alla Camera del Lavoro.